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Autostima: cos’è, cosa comporta, come migliorarla

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L’autostima è fondamentalmente quello che crediamo che sia. E’ il processo attraverso il quale stimiamo il nostro valore personale, basandoci su percezioni incentrate sia su noi stessi in quanto tali, sia in relazione agli obiettivi che ci poniamo, sia ancora legate al nostro rapporto con gli altri, i quali giocano almeno in parte un ruolo di legittimazione per ciascuno.

Celebre ed emblematica è, a proposito dell’autostima, la definizione del funzionalista William James. L’autostima, per James, era il rapporto tra il nostro sé percepito e il nostro sé ideale, ossia la misura della differenza tra quello che sentiamo di essere, e quello che vorremmo essere.

L’autostima trova la sua ragion d’essere nell’istinto di sopravvivenza alla base del funzionamento dell’uomo: dandoci un valore, possiamo esprimere in maniera più o meno esauriente tutte le nostre capacità, e quindi consentire indirettamente in noi tutta una serie di processi tra i quali, ad esempio, la nostra stessa vita, la riproduzione, l’espressione di abilità che tanto possono giovare a noi o agli altri, il nostro talento artistico ed altro ancora. E’ un fattore dunque molto “vecchio” biologicamente, sopravvissuto alla selezione naturale, e dai forti correlati neuropsicologici.

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