Domani il male finirà

spighePreparatevi, preparatevi tutti: utilizzate gli ultimi sprazzi di cattiveria che avete in corpo, concentrate tutta la rabbia dentro di voi, tirate fuori tutti i progetti di vendetta che avevate fatto, lagnatevi immediatamente per tutto ciò che vedete storto. Fatelo subito, fatelo ora!

Si, perché domani il male finirà. Domani tutto ciò che è stato male andrà via: le tentazioni di prevaricazione, la prepotenza, l’odio verso il prossimo, il degrado sociale, culturale, sanitario ed economico, il razzismo, i pregiudizi, la tristezza, la violenza, l’invidia, la gelosia,la superbia, il falso amore, le ipocrisie, le ingiustizie e falsità, la corruzione, l’indifferenza, i dubbi, i tradimenti, ogni forma di accidia e le finte comprensioni non ci saranno più. Niente di niente. Estinte!

Prepariamoci ad un mondo diverso, ad un mondo nuovo, ad un mondo di bene, di uguaglianza, di rispetto reciproco, di amore, di giustizia, di onestà, di fratellanza, di comprensione, di compassione, di amicizie, di fedeltà, di generosità, di cura scambievole, di gioia, di idee chiare, di coraggio, di benevolenza, di condivisione.

Si, perché domani sarà veramente un giorno migliore, e tutto ciò che ci preoccupa, ci annoia, ci tormenta o semplicemente ci infastidisce non ci sarà: vivremo nella paradisiaca realtà della pace, fisica e materiale, e nulla ci turberà davvero: piccole stelle scenderanno dal cielo per portare la luce che illuminerà liddove c’è tenebra, e tutti i bui della nostra vita, del nostro io singolare e collettivo, tutti i bui di questa civiltà spariranno, annientati dalle logiche del bene, logorati dalla potenza salvatrice che cambierà il mondo.

Il male, commisto ad una piccola parte di ognuno di noi, alla più triste, sarà costretto a cercare un’altra casa, ed avuta risposta negativa ad ogni portone, sarà costretto a dire basta, a finirsi da solo, trafitto da una spada tagliente del perdono che nulla perdona.

Esultate, miei prodi amici, perché non sarete più costretti a sentire storie allucinanti e a vedere fatti sconfortanti: nulla di tutto ciò. Un senso di profonda libertà ed una gradevolissima idea di lieta verità sovrasteranno le nostre menti, mai più obnubilate.

Sarebbe bello, se fosse vero. Vorrei crederci davvero, ma nessun segnale mi fa pensare a questo, anzi sono giorni che – in una terra dimenticata da Dio, o forse corrotta fino al midollo dall’uomo cui fu regalato il libero arbitrio – sento e vedo solo degrado.

Mi colpì qualche giorno fa il racconto di un ex ragazzino tra quelli che tutti tacciavano come “i peggiori”, che nel nulla cosmico del suo sguardo assente eppur parlante, incontrato, mi ha detto che tra qualche giorno sarà papà. A 18 anni. Di una bimba che nascerà da una quattordicenne che sa ancora, e forse senza esagerazione, di infante. Fuori da ogni volontà, oserei supporre, senza giudicare e forse giudicandomi.

E mi colpì che lo stesso mi disse che anche un altro suo amico, pure di mia conoscenza, sarebbe diventato papà negli stessi giorni. E nelle stesse condizioni. Così come mi ha colpito il degrado di certe strade, i fossi di certi manti, le lacune di certi professionisti. Professionisti spesso col dovere del bene, ma impegnati a far altro. Altro che non può essere il loro mestiere.

Mi hanno colpito certi racconti di una donna, madre di famiglia, sorella e figlia, impegnata a disinceppare, meglio che può, la storia di bambini con famiglie senza capo né coda. Violenze, quando tutto va bene indifferenze. Malattie. Anche genetiche. Ignorate.

Mi han colpito le scene di un certo film, mi ha colpito il degrado che viene da certe istituzioni. Mi ha colpito un centro di solidarietà morente. Coi peggiori dentro, neanche più simpatici.

Mi ha colpito e mi colpisce il mio razzismo latente che ogni tanto, umano che sono, emerge. Il mio ignorare l’invito ad essere sempre, e costantemente, sale della terra e luce del mondo. Nella carità.

Mi colpiscono e fanno male visioni di gente di merda, perché esiste pure quella. E io vorrei eliminarla, o quantomeno sterilizzarla per non dargli figli da traumatizzare, ma non è così che si risolve.

Mi colpisce la verità su una figlia voluta morta da madre, padre e fratelli, che leggo su internet ma che è molto più vicina di quanto io possa pensare, se solo mi soffermo un po’ a pensarci su.

Mi colpisce e mi fa male l’attenzione sul dettaglio inutile, e l’ignorare – pur supponendo di esser retti – certe situazioni psicologicamente tristi. Mi colpisce qualche suicidio, e bho, poi altro ed altro ancora.

Basta! Non ne voglio più parlare. Per indole personale abituato a sperare, spero che questa piccola grande fase passi, e aiutato dal bene vero continui a sperare, come ad operare. Perché non posso di certo starmene con le mani in mano.

Ma stasera almeno sono in pausa. Forse ne ho davvero bisogno. E, comunque, domani sarà davvero un giorno migliore. E non solo per la mia realtà ovattata. Dovrà esserlo per forza. E non per me, che non mi lamento di certo. Ma per questo mondo necessitevole, oggi cupo, triste, solo. Corriamo verso lidi migliori.

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