Ed è subito sera

pace dei sensiDue frasi di Chomsky e un interessato pensiero sulla sua interessante figura, la lettura di qualche frase saggia in spagnolo, lingua che non conosco ma conosco, l’associazione-ricordo con una frase che un prof aveva come sfondo sul suo computer quando studiavo altro: “La cabeza es redonda para permitir al pensamiento cambiar de dirección”. La scoperta che è di un pittore francese che si chiama Francis Picabia. Il constatare quanto è vera. E questi sottofondi: che sottofondi!

Apro su Spotify il profilo di Antonio Maggio, quello di “Mi servirebbe sapere”, e scopro che ha realizzato una playlist con brani non suoi. Breve, niente di che. Pare. Ma la ascolto. Tra le altre “Costruire” di Niccolò Fabi, “Pigro” di Ivan Graziani, “La leva calcistica del ’68” di De Gregori, “Futura” di Lucio Dalla. Minchia!

Ed è subito sera, non nel senso Quasimodeo però. Per dire che è una sera bella. Un fine serata piacevole. Malgrado mi stia a rivenire il raffreddore, forse. Malgrado abbia sonno. Malgrado oggi abbia viaggiato per diverse ore. E’ una sera bella, questa.

Semplice. Ritrovo la mia famiglia, che non vedevo da un po’. Non mi esalta granché più il pensiero di casa mia, ma non disdegno di certo. Niente di che. Qualche giorno di qui. A far nulla o a far tanto, chissà. Ma chi se ne frega.

In questo momento sto bene. Mentre comincia “La canzone dell’amore perduto” di De André e mi riprometto di ascoltare di nuovo “Costruire” di Fabi, quando finirà. La pace. L’infinito. Il pensare alla bellezza del pensiero, quando il pensiero è bello.

Il dimenticare dell’autobus rotto, del treno in ritardo, delle persone che mi hanno infastidito oggi con la loro negativa presenza nel non luogo della stazione. Che è però luogo di incontri, di partenze, di arrivi, di conoscenze. Bello e brutto allo stesso modo.

E bho. Penso che in questo momento sono io e basta. Non un ragazzo, non uno studente, non un catalogato qualsiasi. Pace dei sensi. E’ subito sera perché il mio pensiero tace nell’essere, tutto si eclissa. Tutto è pulito. Ed è mio, ora. Grazie.

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