Archivi mese: febbraio 2014

Non fuori da noi, ma dentro di noi

interiorità

Questi giorni due sono stati i pensieri che più mi hanno fatto compagnia, nel mio interiore e nelle mie riflessioni da quattro soldi: due pensieri diversi, eppure caratterizzati da uno stesso minimo comune multiplo.

Si, il giorno di San Valentino e le celeri variazioni politiche che hanno coinvolto il nostro Paese in questi tempi, mi hanno spinto a pensare quale sia l’ingrediente necessario affinché le cose procedano per il verso giusto: mi sono chiesto perché si dice (e riscontra, anche personalmente) che sia difficile creare relazioni affettive autentiche, e mi sono chiesto perché l’Italia continua a non andare. E a due domande così diverse, mi sono dato un’unica grande risposta, che non copre di certo tutte le gamme e le varie sfaccettature delle complesse faccende, ma che riesce comunque a descrivere in grosse percentuali una motivazione di fondo. Che è appunto quel minimo comune multiplo di cui parlavo. Che altro non è che l’interiorità delle persone.

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Domani il male finirà

spighePreparatevi, preparatevi tutti: utilizzate gli ultimi sprazzi di cattiveria che avete in corpo, concentrate tutta la rabbia dentro di voi, tirate fuori tutti i progetti di vendetta che avevate fatto, lagnatevi immediatamente per tutto ciò che vedete storto. Fatelo subito, fatelo ora!

Si, perché domani il male finirà. Domani tutto ciò che è stato male andrà via: le tentazioni di prevaricazione, la prepotenza, l’odio verso il prossimo, il degrado sociale, culturale, sanitario ed economico, il razzismo, i pregiudizi, la tristezza, la violenza, l’invidia, la gelosia,la superbia, il falso amore, le ipocrisie, le ingiustizie e falsità, la corruzione, l’indifferenza, i dubbi, i tradimenti, ogni forma di accidia e le finte comprensioni non ci saranno più. Niente di niente. Estinte!

Prepariamoci ad un mondo diverso, ad un mondo nuovo, ad un mondo di bene, di uguaglianza, di rispetto reciproco, di amore, di giustizia, di onestà, di fratellanza, di comprensione, di compassione, di amicizie, di fedeltà, di generosità, di cura scambievole, di gioia, di idee chiare, di coraggio, di benevolenza, di condivisione.

Si, perché domani sarà veramente un giorno migliore, e tutto ciò che ci preoccupa, ci annoia, ci tormenta o semplicemente ci infastidisce non ci sarà: vivremo nella paradisiaca realtà della pace, fisica e materiale, e nulla ci turberà davvero: piccole stelle scenderanno dal cielo per portare la luce che illuminerà liddove c’è tenebra, e tutti i bui della nostra vita, del nostro io singolare e collettivo, tutti i bui di questa civiltà spariranno, annientati dalle logiche del bene, logorati dalla potenza salvatrice che cambierà il mondo.

Il male, commisto ad una piccola parte di ognuno di noi, alla più triste, sarà costretto a cercare un’altra casa, ed avuta risposta negativa ad ogni portone, sarà costretto a dire basta, a finirsi da solo, trafitto da una spada tagliente del perdono che nulla perdona.

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Ed è subito sera

pace dei sensiDue frasi di Chomsky e un interessato pensiero sulla sua interessante figura, la lettura di qualche frase saggia in spagnolo, lingua che non conosco ma conosco, l’associazione-ricordo con una frase che un prof aveva come sfondo sul suo computer quando studiavo altro: “La cabeza es redonda para permitir al pensamiento cambiar de dirección”. La scoperta che è di un pittore francese che si chiama Francis Picabia. Il constatare quanto è vera. E questi sottofondi: che sottofondi!

Apro su Spotify il profilo di Antonio Maggio, quello di “Mi servirebbe sapere”, e scopro che ha realizzato una playlist con brani non suoi. Breve, niente di che. Pare. Ma la ascolto. Tra le altre “Costruire” di Niccolò Fabi, “Pigro” di Ivan Graziani, “La leva calcistica del ’68” di De Gregori, “Futura” di Lucio Dalla. Minchia!

Ed è subito sera, non nel senso Quasimodeo però. Per dire che è una sera bella. Un fine serata piacevole. Malgrado mi stia a rivenire il raffreddore, forse. Malgrado abbia sonno. Malgrado oggi abbia viaggiato per diverse ore. E’ una sera bella, questa.

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